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lunedì, 16 novembre 2009
Itagliani


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martedì, 03 novembre 2009
Lisistrata e la guerra dei capezzoli (al telefono con Kerpov)

“Prof, quanto tempo!”
In effetti non lo sentivo da un po'. Come se la realtà avesse superato le proiezioni Kerpoviane. Il professore, ormai era datato.
“Come butta?” mi chiese.
“Il secondo cucciolo sembra Winston Churchill!”
“Fuma sigari?”
“No, ma è obeso di latte. Ho appena letto un rapporto di Medici Senza Frontiere su come i tg italiani non trattano le crisi internazionali. Tra le varie cifre, in mezzo al miliardo di poveri certificato dalla Fao, ci sono 178 milioni di bambini alla fame. 178… Milioni… di bimbi…” cadenzai. “Guardando il mio, non so se sentirmi protetto o disgustato dal sistema in cui vivo”.
“Usa la pornologica, figliolo” eccolo, il prof in azione.
“La pornochè?…”
“Ti spiega tutto. Ce l’avrai un computer e un biberon sotto mano, no?”
“Sì, frequento entrambi, ultimamente”
“E i siti porno, come ai bei tempi delle mie lezioncine.”
“Non sono un cultore come lei, ma…”
“Clicca su You Porn o sui mille siti XXX, noterai una pioggia di clip da pochi minuti.”
“Suddivise in categorie…”
“Con prevalenza di categorie orali” elencò con piglio da esperto “Deep Troath, Coke, Caught, Puke, Forced Deep, Blowjob, Bukkake…”
“Essì. Ma che c’entra il biberon?” anche se un angolo del cervello già mi rispondeva.
“Quando hai in braccio tuo figlio, la suzione dal biberon. Rifletti.”
“Fase orale? Mhm… Molto maschile…”
“In una società infantile la pornografia è TUTTA orale” Kerpov scartava sempre da un lato “e tutta brutale.”
“Ah, interessantissimo. Cioè, dice stadio evolutivo non sviluppato? Società incastrata allo stadio infantile?
“Pasoliniana, senza Pasolini. Cioè pannoliniana, senza pannolini. Suzione, capelli afferrati da dietro. Perchè l'uomo vuole tornare a quel gesto primigenio. Ma dalla parte materna. Oggettivizza la donna, la brutalizza, perchè la sente eterna e vincente e invincibile…”
“La potenza riproduttrice. Belìn, prof, siamo ad alti livelli…”
“Bassissimi” tuonò lui. Tanto che piovve.
Sentivo che trafficava con qualcosa. Un rumore di stagnola.
“L’uomo occidentale ha paura” poi grattò un accendino. “Allora si attacca un capezzolo al cazzo. Si fa donna, e punisce sua madre. Schiaffeggia, soffoca…”
Restai senza parole.
“Prof, ma secondo lei dovrei pensare a tutte queste cose mentre allatto il bambino?”
“C’è sempre tempo, per non pensare. Guarda che non esiste altro modo per ribaltare il capitalismo che individuarne il primo scambio. Il cuore della Morte Nera.”
“Capisco…”
“In Kenya, lo sciopero del sesso ha funzionato. Dopo 1500 morti, trecentomila profughi, i politici maschi della guerra civile si stanno incontrando. Cambierà tutto. Le donne fanno la rivoluzione, come la Lisistrata di Aristofane che fermò la guerra del Peloponneso. Tutto cucito, stop, basta trippa per gatti, finchè non la smettete di giocare ai soldatini.”
“Ma che c’entra con la fame nel mondo? Come si risolve?”
“Che le donne tornino ad aprir bocca per gridare” rispose Kerpov. “O mordere!”
Mi scappò da ridere. Poi sentii di nuovo scartare qualcosa.
“Prof, cos’ha, lì?”
“Mi è arrivato un pacco.”
“Di cosa si tratta?” intanto suonava un campanellino d’allarme.
“E me lo chiedi?” sembrava soddisfatto. “Un bel capezzolo di latex, fatto a ventosa!”.

Chiuse la comunicazione con la solita risata.
Datato un bel cavolo. Il vecchio Kerpov è sempre sul pezzo. Pezzo di cosa, lasciamo perdere, che è meglio.




illustrazione di Bo Bartlett, "Cessation"


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al telefono con kerpov

lunedì, 21 settembre 2009
Il primo giorno di materna…




































… con istigazione paterna alla distrazione!




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mercoledì, 16 settembre 2009
Western Story

Stanotte, in tivù.
Durante una manifestazione della destra americana, uno ha sollevato un poster con la scritta "Obama Care" e la falce e martello al posto della "C". Poi c'era un'immagine di Obama rappresentato come selvaggio, seminudo tra piume e banane e una serie di scritte in slang da savana, compreso un Bi(n)g Bang che mi è parso un richiamo al celebre "Bingo Bongo" con annessa critica al razionalismo evoluzionista e al Big Bang.

Un semiologo potrebbe studiare a lungo quel manifesto e ciò che rappresenta.

Disgustato, mi sono ritirato nella mia seduta preferita. Ho aperto un libro a caso: "Tutti i racconti western" di Elmore Leonard (Einaudi-stile libero) e mi sono letto l'ultimo, sempre casualmente. Giuro. S'intitola "Il ritorno dell'eroe".
Bo Catlett, uomo di colore reduce dalla guerra Ispano-americana a Cuba, arriva ferito in un paesello del sud per incontrarsi con il capitano Early, eroe di guerra per meriti acquisiti durante la conquista di una collina. Mentre Catlett aspetta, i cow boys lo bistrattano. Nessuno crede che un negro possa aver combattuto per il Paese. Al massimo quelli potevano badare al bestiame, o uccidere animali selvaggi con una lancia. Un cow-boy più ubriaco e razzista degli altri lo sfida a duello. Catlett recupera lucidità e orgoglio e accetta, però l'arma la deve scegliere lui. Sfodera una sciabola che attesta la sua presenza in battaglia lasciando tutti brasati.
Alla fine arriva il capitano Early, abbraccia Bo e si riprende la sua spada. In verità lui era stato stato ferito alle chiappe bianche, furono le chiappe nere di Catlett a conquistare quella collina al posto suo.
Dialogo finale tra il soldato e il capitano, eroe suo malgrado:

- Me la dice una cosa? A cosa serviva, questa guerra?
- Perché abbiamo combattuto gli spagnoli, intendi?
- Già, me lo dica.
- Per liberare dall'opressione la gente di Cuba. Sollevarla dalla dominazione spagnola.
- Ah, proprio come pensavo io.
- E sei andato in guerra senza sapere il perché?
- Più o meno lo sapevo, - disse Catlett. - E' solo che non ero sicuro.


***

Quel manifesto, questo racconto. Un chiaro esempio di sincronicità junghiana, che volevo condividere.
Perché a me mette i brividi.


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lunedì, 13 luglio 2009
Deep Impact (Simone)

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da qua fuori

giovedì, 02 luglio 2009
Il Campanellino d'allarme (al telefono con Kerpov)

“Manca così poco, prof…” ero davvero agitato stanotte. “E poi c’era questo vento forte.”
“Hai letto Bernard-Henri Lévy su Michael Jackson?”
“Sì, l’ho conservato. Una disamina straordinaria. Lo descrive come l’ultimo dandy della storia. Vivere la vita come un batterio da eliminare, fino ad eliminare se stessi. La fisionomia, il volto. Mi ha ricordato l’episodio di un film horror, col tizio che aveva paura degli scarafaggi e viveva in una casa asettica, isolata…”
“Cazzate.”
“E te pareva” ormai sono rassegnato a queste risposte. “Cosa non l’ha convinta, Kerpov?”
“L’ebreo Lévy vuole impastare il Golem, il mostro abnorme fatto di fango, ma non ha capito che Jackson non è un fenomeno a parte. È il cuore, l’epos, l’epifenomeno.”
“Cioè, siamo tutti Peter Pan senza volto?”
“E sogniamo il nostro Campanellino. Una bella figa microscopica, innamorata e gelosa, che ci risolve tutto con la polvere magica. Palazzo Grazioli, Neverland, L’Isola che non c’è, il letto grande…”
“E la polvere magica…”
“Si trova sempre, nei castelli da favola dell’occidente. Ormai è il primo business del mondo.”
“Secondo me sta facendo un minestrone, prof. Lévy descrive un Jackson convinto che i bambini fossero concepiti senza contatto. Un adulto incompiuto che nutre il folle sogno, in un certo senso esaudito, di concepire senza l’atto, quasi senza madre. Insomma, un immaginario ben diverso da quello di Papi…”
“Sicuro?”
“Beh…”
“Mamma, mammina. Freud direbbe che, a scoparla o rimuoverla, comunque il problema è lì.” Si accese qualcosa, un sigaro, spero. “E poi c’è un elemento comune nei maschietti occidentali alle prese con grossi capitali non meritati.”
“Oh, non me la metta sull’ anarco-marxismo!”
“Cos’è, che basta un cenno e si compra tutto quello che vuole: un castello, un paese, i bambini, le donne? Passa dal ‘cos’è’ al ‘chi è’, ed ecco la chiave di lettura.”
“Non tutti i miliardari sono…”
“Sicuro? Ripassati i nomi. Ti devo ricordare quel mito che si faceva frustare vestito da nazista. Ti hanno mai raccontato di una festa di questi? Racconti veri. E più invecchiano più vogliono scoparsi la giovinezza. In questo sono onesti, più di noi… cioè di voi. I cattivi fanno quello che i buoni sognano.”
Feci un sospiro.
“Ho capito dove vuole arrivare. E' così il sistema, cioè siamo così tutti. Troppo comodo, Kerpov. Io non sono pedofilo!”
“Sicuro?”
Non so perché mi presi un secondo prima di rispondere.
“Gratta, scava, togli i freni inibitori. Troverai Campanellino.”
“Ma che cazzo dice?”
“Che i ragazzi occidentali, in questa fase del capitalismo sono a rischio. Perché il prodotto-uomo non accetta più date di scadenza, e cerca un freeezer dove conservarsi. E se ha i soldi, lo trova.”
“Lei è pazzo, e sconclusionato! A me interessa che giovedì prossimo nasce Simone… E Jacopo s’incanta a vedere Peter Pan… Lui vuole volare, e mi dice gua’da, ga’uada, mentre sbatte le braccine… altrochè Campanellino!…”
“Walt Disney era un furbacchione.”
Di nuovo, ci pensai un attimo. E poi ancora un po’.
“Prof, lei è vittima di se stesso come Michael Jackson e Sigmund Freud. Io voglio costruire un futuro, non aggrovigliarmi nello stomaco del suo vissuto!”
“Ti va bene che sei povero e vivi in una parrocchia, figliolo. Quelli come te fanno benzina col senso di colpa” e mi sembrava sorridesse. “Comunque mi è piaciuto il parallelo.”
“Quale?”
“Jackson e Sigmund. Bel duo, tipo 'Simon e Garfunkel'. Ti chiamerò tutti i giorni, fino a giovedì. Vuoi?”
“No.”

A quel punto rise davvero, nel mettere giù.


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al telefono con kerpov

lunedì, 22 giugno 2009
L'urlo



"Una ragazza di sedici anni, con i jeans e le scarpe da ginnastica sotto un discreto velo. Era bellissima. Suo padre, cercando di tamponare il sangue grida: "Neda, svegliati!" "Neda, non ti preoccupare! Non ti preoccupare!", e basta. Senza invocare Allah e consegnarla a chissà quali mani divine. Voleva trattenere la figlia, lì, in quel posto, con lui. Dove - forse - stavano manifestando fianco a fianco per la libertà. O forse stavano assistendo al risveglio del cuore del loro paese. Ed ecco il colpo al cuore, diretto, improvviso.

E' un immagine fortissima, con dentro più o meno tutto.

Il resto sono cazzate, squallide contabilità. C'è un Iran giovane e dinamico che non è con Moussavi, né con la Cia, ma semplicemente si è rotto i coglioni del medioevo. Lo vediamo da anni, lo leggiamo su Internet, lo intercettiamo nelle università, nei fumetti, nel cinema, nei modi di vestirsi delle ragazze, nella musica. Il volto di Neda, sedici anni. Gli occhi che si voltano a destra, cercando qualcosa di ultimo. Forse, sì, il padre. E poi tutto trabocca, si sgretola, evapora.

Per paradosso arriva da oriente il vessillo della dignità femminile, col suo sangue, la sua tridimensionalità. Noi che ci vantavamo di avere la fate, mentre nutrivamo i draghi. Noi che stiamo appiattendo tutto, nella plastica, nella volgarità dei rapporti di forza, raccogliamo dall'asfalto di Teheran una piccola icona velata. In pochi secondi di agonia, suo malgrado, è contenuto il germe della laicità, del progresso, del nuovo Islam. Che in questi giorni sta levando la sua prima voce, sta mostrando al mondo i suoi primi martiri.

Non vogliono il funerale pubblico, perchè hanno capito quanta gente sta urlando disperata insieme a quel padre: "NEDA!" "NEDA!" "NEDA!"

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martedì, 12 maggio 2009
Il ponte

Sabato sono tornato nella mia vecchia Piacenza. Nella via dove abitavo. Ero l'unico italiano a camminare per strada. Un brulichio nuovo, soprattutto di bimbi. Dai negozi di telefonia, ai discount etnici, a quelle mille facce indaffarate, giovani, vitali. Erotizzate. Dal nero ebano agli slavi diafani, passando per i suoni gutturali del maghreb. E i perdigiorno sulle panchine, tutti uomini, straniti dalle prime canottiere femminili della primavera. Così simili a quelli che ho visto in Tunisia al cospetto delle turiste. Certo, c'è da chiedersi come si fa. Come si potrà mai fare. E rileggendo la Fallaci delle cronache americane, oggi, a freddo, avrei voglia di leggere anche l'ultima Oriana, quella del grido livoroso. Che alla fine, rispondeva a suo modo alla stessa domanda. Guardate cos'è successo, e adesso, che facciamo?

Camminando mi sono ricordato di me più ragazzino, a com'era tanti anni prima, sotto la statua della lupa che allatta Romolo e Remo. Le passeggiate notturne, gli amorazzi, la bicicletta, quel distributore di sigarette, dopo il calcetto, prima d'imbucarmi nel solito locale dove potevo salutare la mia gente. Quelli con cui si parla in dialetto o che conosci dalle elementari. Quelli della provincia, palliducci e compressi. La vita lineare, fatta di emozioni orizzontali, in una delle tante bomboniere, le antiche città-madri dell'Emilia. Sabato, i piacentini che riconoscevo sul mercato sembravano pesci fuor d'acqua, straniti, frigidi, salmoni controcorrente nella fiumana nuova. Il fiume è tracimato. So come andranno le prossime elezioni, è scontato, scritto in quegli sguardi e in quello che si portano a casa. Il fiume ha fatto crollare una sezione del ponte. Ma non tutto.

A mezzogiorno, sulla scalinata del duomo c'erano sedute delle donne col velo, al sole. Il mio piccolino le guardava, e poi si è messo a giocare con i loro bambini, correndo sul sagrato.

La retorica avrà certe tinte pastello, ma non cogliere la portata di tutto ciò ha un colore unico, sempre quello.

Il grigio indistinto di chi non vive tra la gente, non lo fa davvero. Di chi ha il cervello e il sesso di plastica. Altroché balle. Non disperate. E' dura, sembra finire tutto quello che portavamo dentro, travolto da come è cambiato il fuori. Un fuori che a volte diventa minaccioso al calare delle tenebre. Ma che il sole, chissà come rende fulgido, virtuoso.

La notte, le tenebre, lasciamole ai professionisti. Riprendiamoci la battaglia del giorno. E occhio ai toni e alle attitudini, anche tra noi. Ci vogliono convincere che si sta scrivendo il libro dell'Apocalisse. Mentre, forse, brilla la Genesi.
Fate i figli, votate quel cazzo che volete, ma all'interno della scelta di fondo. Senza affondare. Ricostruite il ponte di barche, con tutti.
Lasciamoli vincere, gli ottenebrati, lasciamoli vivere la loro sconfitta mascherata da trionfo, la loro festa che ricorda il girare a vuoto intorno al fuoco dei nani di Herzog. Stiamo pronti, con dolcezza, ironia e schiena dritta. Fanculo alla destra, a quel groviglio di merda che c'hanno nella testa e nella banalità orizzontale della loro vita. Che di sacro ha nulla.
Nulla.

Erotizziamoci, lasciamoli frigidi e sterili.
La strada è bella chiara, fin da quella notte in cui il direttore del Corriere della Sera andò a letto convinto che avrebbe vinto McCain, perché l'altro non aveva capito l'America profonda. Poi, venne il giorno…

Ellen Kooi, "Nieuwkoop-Sluis"


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martedì, 14 aprile 2009
La commedia finisce a Bruxelles!

Martedí 28 aprile 2009, alle ore 19.00 presso la sede del Parlamento Europeo

- CLAUDIO FAVA (eurodeputato, segretario di Sinistra e Libertà)

- DAVID CARRETTA (giornalista, Radio Radicale)

- LORENZO CALZA (sceneggiatore di "Julia" e autore del romanzo)

discuteranno di "La commedia è finita" (Robin Edizioni), un giallo-noir il cui protagonista è Algo Lenzi - ex reporter di guerra in pensione - ispirato a Bruno Trentin, grande uomo d'Europa.

L'impianto spy-thriller, pur muovendo da una città italiana, ha come sottofondo la vicenda cecena e gli scenari geopolitici internazionali.

Il giornalismo d'inchiesta viene scandagliato anche nei suoi risvolti umani ed esistenziali.

Il libro, non a caso, è dedicato alla memoria di Anna Politkovskaja, Antonio Russo, Ilaria Alpi, Enzo Baldoni.

Evento a cura di: Claudio Fava, Fabrizia Panzetti, Lorenzo Calza

In collaborazione con "La Piola Libri", 66-68 Rue Franklin, 1000 - Bruxelles

Chi ha bisogno di accredito per l'ingresso al Parlamento puó rivolgersi a Fabrizia, all'indirizzo e-mail:
fabrizia.panzetti@europarl.europa.eu

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la commedia è finita

mercoledì, 11 febbraio 2009
THE RED ONE!



 

IN LIBRERIA!


Un romanzo di Lorenzo Calza - Robin Editore - Collana "I luoghi del delitto" - pg. 336 - € 12,00

"Algo Lenzi, ex-reporter di guerra in pensione, si trova a indagare sulla misteriosa catena di delitti che insanguina una famiglia di ceceni immigrati in Italia. Con l'aiuto di Zambo - amico fidato ed eccentrico - e della moglie Bea, s’immergerà in una realtà torbida, dai risvolti oscuri. Applicherà all’indagine la grande esperienza maturata nei territori di guerra di mezzo mondo. Sulla sua vita incombe un’ombra funesta. Dietro un indizio se ne cela sempre un altro, e un altro ancora, in un gioco a incastri, costellato di vittime e carnefici, che apre sempre nuovi scenari. Fino alla scoperta della verità finale...
A volte, la verità è un boccone amaro da digerire!"


"– In fondo, l’inviato di guerra è un detective che indaga sui delitti del mondo…
– Il vantaggio è che sai già chi è l’assassino!…"


The Red One Tour 2009!

calendario degli incontri, in continuo aggiornamento
(si accettano consigli, dritte, inviti, indicazioni)


- Piacenza, sabato 21 febbraio
ore 16 - libreria Farhenheit (p.zza Duomo)
ore 17.30 - al Bacciccia
(via Carli), presentazione con Giancarlo Berardi
QUESTA CONFERENZA LA POTRAI SEGUIRE IN STREAMING DAL TUO COMPUTER, COLLEGANDOTI CON WWW.PIACENZASERA.IT !!!!!!!!


- Genova, sabato 28 febbraio
ore 18 - al Chandra Bar
(passeggiata mare Nervi), "Sangre & Sangria!" aperitivo noir

- Genova, martedì 10 Marzo
ore 18, presentazione alla FNAC (via XX settembre)
con Giancarlo Berardi - organizzato da www.rapalloonia.com


- Pistoia, sabato 4 aprile
ore 17, presso libreria "Lo spazio" (via dell'ospizio) - organizzato da www.barlumismo.org

- Reggio Emilia, mercoledì 8 aprile
ore 21, presso il "Paguro Caffè Letterario" (via Monzermone 3/a)

 

- Vicenza, sabato 25 aprile
ore 21, presso il festival "Vie d'acqua" (Ponte S.Paolo) - Reading con Domenico Sannino (voce narrante), Andrea Cravedi (chitarre e voce), Federico Rivoli (percussioni, effetti) - organizzato da www.meccano14.org

- Bruxelles, martedì 28 marzo
ore 19, presso il Parlamento Europeo, sala A3G3, con Pasqualina Napoletano (eurodeputata vicepresidente gruppo socialista), David Carretta (giornalista, radio radicale)


- Piacenza, sabato 9 maggio
ore 17, presso rassegna "Fullcomics" (Expo quartiere fieristico) - Reading con Domenico Sannino (voce narrante), Andrea Cravedi (chitarre e voce), Federico Rivoli (percussioni, effetti)


- Milano, giovedì 14 maggio
ore 19.30/22.00, presso il "Sud dinner bar"
(via Solferino 33) - presenta Andrea G. Pinketts

- Torino, sabato 16 maggio
* ore 12.30, diretta su RADIO2 a
«Tutti i colori del giallo» condotta da Luca Crovi.
 

* ore 17, al Lingotto,
presentazione presso Fiera internazionale del libro
, con Luca Boschi e Davide Caci

- Roma, giovedì 21 maggio
ore 17.30, presso la Sala delle Colonne, Palazzo Marini (da via Poli 19) - presentazione con GIANNI CUPERLO e Stefano Menichini
(con documento e maschietti in giacca)


- Napoli, lunedì 15 giugno
ore 19.30, presso la Libreria Eva Luna (piazza Bellini 72) - organizzato da Chiara Cristilli


- Carpi, venerdì 9 ottobre
ore 19.30, presso la Libreria La fenice (via Mazzini 15) - organizzato da Stefano Asprea



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la commedia è finita

martedì, 03 febbraio 2009





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venerdì, 30 gennaio 2009
L'errore del salmone
























“Essere di sinistra significa sentirsi toccati dai problemi che uno non ha, tener conto delle grandi ingiustizie senza viverle”…
“Figo, chi l’ha detto?”
“Carla Bruni.”
Figa, allora. Ma evitai di dirlo. Chissà perché, Kerpov, nonostante i suoi costumi lascivi, incute un certo timore reverenziale. Chiamava da un’area di sosta nei pressi di Camden, Maine. Andavano verso New York. La storia della rissa all’Ikea di Baltimora Avenue, Washington DC, non me l’aveva chiarita.
“Uscivamo dalla pagina di storia scritta da Obama, abbiamo incontrato gente di tutti i tipi. Il vecchio compagno di bevute Pete Seeger ha sempre gustosi aneddoti da raccontare. Ma, tra me e Mr. Wiggles la tensione era già nell’aria.”
“Cos’è successo, precisamente?”
“Cercava una mensolina portasapone a ventosa da attaccare alla cabina del camion, per questo ha raggiunto un’Ikea. Ovviamente, dopo mezz’ora avevamo il carrello pieno di roba, e ci siamo pure fermati a pranzo.”
“Non avrà commesso l’errore del salmone crudo?”
“No, l’ho preso cotto, con la marmellata di mele.”
“E poi?”
“Passi la sparata sui pedofili: dice che ci vuole la pena di morte, perché lui conosce bene il problema e sa che non è risolvibile…”
“Accidenti.”
“Poi è d’accordo sulla messa in latino col prete girato, perché dice che è più facile rubare le offerte…”
“Beh, un punto di vista.”
“Mi ha anche confessato di aver stuprato un marines in licenza, una volta, solo per minare le sue certezze.”
“Di Mr. Wiggles?”
“No, del marines.”
“Insomma, il compagno di viaggio che tutti sognano. Ma cos’ha fatto di tanto grave all’Ikea?”
“Non tornava più dal bagno, sono andato a controllare.”
“Gesù, non me lo dica…”
“Ho visto un tizio che usciva con le mani nei capelli.”
“Non oso immaginare!”
“Peggio, figliolo, peggio. Hai presente come sono gli sciacquoni nei bagni dell’Ikea?”
“No…”
“C’è il pulsante grosso, per lo scarico grosso, e uno più piccolo per le esigenze più modeste. Con tanto di cartello sul rispetto dell’ambiente, e la necessità di dare tutti una mano e bla bla…”
“E lui?”
“L’ho trovato con la mano premuta sullo sciacquone grosso. Probabilmente ci stava dando dentro da mezz’ora! Tac! tac!”
“Curioso.”
“Gli ho chiesto cosa facesse. Lui si è voltato con lo sguardo da torturatore di lucertole, stile Jack Nicholson in Shining!…”
“Capisco cosa intende. Una particolare forma di teppismo ambientale. Il cartello l’ha spinto a…”
“Mi sono avvicinato di più e ho notato qualcosa nello scarico.”
“Stava provando a liberarsene. Cos’era?”
“Un peluche, di quelli in vendita nel reparto bimbi.”
“E come l’ha spiegato?”
“Il delitto perfetto, ha detto.”
Stetti un attimo a riflettere, perché c’è un limite alle possibilità di comprensione dell’animo umano, o bestiale, o dei peluche.
“Spero che l’abbia scaricato!” protestai.
“Il peluche?
“No, lui, Mr. Wiggles. Si cerchi un altro passaggio, prof!”
“Per adesso gli ho comprato il cd di Carla Bruni. Mi sembra già più rilassato.”
“Cioè, s’è messo in testa di… redimerlo?!”
“Lo sai che ho sempre adorato la posizione del missionario!”

Scoppiai a ridere, mentre cadeva la linea.


Bo Bartlett, "The Good Old Days"


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lunedì, 19 gennaio 2009
La bomba gravida

Squilla il telefono mentre la band della mia adolescenza suona ‘Pride’ sotto la statua di Lincoln, davanti a un Presidente nero. Non credevo che avrei mai assistito a una cosa simile.
“… Sarai contento, stiamo andando là.” Dopo il camion, avevano rubato anche un cellulare.
“Prof, non vorrei sembrarle irriverente, sarà l’attuale situazione della mia famiglia… Ma che significa 'rapire donne incinta'?!”
“Ne abbiamo già sei, di tutti i colori, nel vano carico.”
“Dio mio, prof, cosa intendete fare?”
“Mr. Wiggles ha idee malsane in proposito. Dice che il “pregnant” è il suo genere porno preferito.”
“Prof, io vi denuncio.”
“Ascolta. Te l’ho detto, sto progettando un attentato per la cerimonia d’insediamento di Obama. Abbiamo un giorno di tempo. Dall’Illinois a Washington, ce la facciamo…”
“Kerpov, io metto giù e chiamo la polizia!”
“Figliolo, le tue reazioni sono scontate, prive di scienza e fantasia. Ti ricordi il caso Sylvester…”
“Il rapinatore ucciso dalla polizia… sì…”
“Indagando su di lui, ho trovato una marea di informazioni circa la natura umana, e la chimica della violenza…”
“Chimica della violenza?”
“Sìssignore, c’è una formula. Si torna al cromosoma Y e al testosterone. Mr. Wiggles è parente di Sylverster, stesso sangue nelle vene. Si capisce da come fuma, da come sorpassa. Una pioggia di gesti quotidiani che, moltiplicandosi di persona in persona, da luogo a luogo, compongono faticosamente l’equazione…”
Partì un affondo di clacson e bestemmie in slang: la prima volta che sentivo la voce di Mr. Wiggles. Kerpov continuò: “Il risultato finale dell’equazione si esprime su scala planetaria. Ieri ho visto un telegiornale…”
“Sta parlando dei bimbi di Gaza…”
“E delle mamme di Gaza, e di quelle di Israele, e di quelle di Beslan.”
“Che c’entra Obama, prof? Razionalmente, forse è l’ultima speranza che abbiamo, e pensa che un attentato possa…”
“Non mi lasci mai finire. Dipende dall’attentato. Se esiste la chimica della violenza, risponderemo con la chimica della Pace…” era bello convinto “… che sta nelle mamme.”
“La chimica, nelle mamme?”
“Ossitocina. Lo spiega il mio amico Peter Klaver, dell’università di Zurigo. L’ossitocina è un peptide rilasciato in grandi quantità durante la gravidanza.”
“Cavolo, le donne incinte…”
“Klaver ha capito che serve a stimolare pure il riconoscimento del diverso da sé e la coesione di gruppi sociali.”
“Capisco, prof… Ma…”
“Ti rispondo subito. Useremo la cerimonia di domani, occasione unica nella storia, per lanciare una BOMBA ATOMICA DI OSSITOCINA!…”
Questa poi, da non credere alle proprie orecchie.
“E come la confezionate?”
“Il peptide è prodotto dall’ipofisi. Basta strizzare per bene la ghiandola!”
“Oggesù. Cosa ci fa, stanotte, con l’ipofisi di quelle donne?!…”
“L’ipofisi di tutti noi, figliolo. Tutti produciamo ossitocina, se stimolati.”
Mi presi un attimo di pausa, in cui capii in qualche modo cosa stava dicendo. L’antidoto. Che passa di persona in persona, da luogo a luogo cambiando faticosamente l’equazione.
Kerpov riprese il lucido delirio.
“Sfonderemo le transenne, con il camion, ci porteremo nella zona off limits, in mezzo alle teste d’uovo, lanceremo volantini… Poi scendo io, con le gravide intorno…”
“Uno scudo umano!”
“Umanista! Procederemo fino al palco, sarà un passaggio difficile ma voglio vedere chi avrà il coraggio di sparare.”
“L’accuseranno di strumentalizzare la maternità, l'avverto.”
“E allora, a Mr. Wiggles, cosa gli danno, la sedia elettrica? Saliremo lassù, per Dio, in mondoviosione!”
“E poi?”
“E poi le faccio cantare. E la cosa si diffonderà in tutto il pianeta. Dopo, il signor Obama inizi pure il suo discorso, bello pieno di ossitocina…
“Le fa cantare…”
“A te l’onore di scegliere il pezzo!”
Non avevo idee. “Beh, replichiamo ‘Pride’… In the name of Love, mi sembra una buona…”
“Tutto sta a convincere quelle balenottere la dietro. Ora cerchiamo un motel e prepariamo la bomba.”
“Nel senso del coro?”
“Se riesco a spiegare a Mr. Wiggles cosa s’intende per ‘a cappella’!”

La risata ci seppellì, più grassa del solito. Domani guardo il palco, e aspetto.
Mi piace pensare che andrà così.


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giovedì, 15 gennaio 2009
Speranza, senza "ypsilon"


















Sempre questo rumore di traffico lontano. Per loro erano le due di notte, più o meno.
“Da dove chiama, prof?”
“Da una stanza di motel sulla Interstate 71, Arkansas. Stiamo risalendo verso Little Rock. Ora siamo in un posto che si chiama ‘Hope’.”
“Ùrca, ‘speranza’ è un nome impegnativo!”
“Insieme alla fede e alla carità, sono le virtù teologali” Kerpov rise. “Cercavo di spiegarlo a Mr. Wiggles, che ha fatto il gesto caritatevole di caricare un’autostoppista bionda, profittando della sua buona fede.”
“Dov’è, adesso, in un’altra stanza?”
“No, restavano sul camion. Lui ha paura che qualcuno glielo rubi.”
“Ma la ragazza è contenta?”
“Dice che le toccherà sputacchiare un po’ di pelo, ma non sembrava dispiacerle. A proposito, si chiama Melyssa Grace. Melyssa con la ‘ypsilon.’”
“Perché me lo dice?”
“Nel caso succedesse qualcosa, è bene che tu lo sappia, per testimoniare. Questo Wiggles mi inquieta, e mi piace sempre meno. Se tu sapessi perchè andiamo in Illinois…”
“Ci sono di mezzo i mitici ‘nazisti dell’Illinois’, dei Blues Brothers?”
“No, c’è di mezzo un certo Robert Sylvester. Con la ‘ypsilon’.”
“L’ho già sentito…”
“L’hanno ammazzato l’altro giorno, a Normal. Stava scappando dopo aver rapinato quattro banche!”
“Me lo ricordo, la foto era sul giornale. Sembrava uscito da un film di Sam Peckinpah, con la pistola, la sigaretta in bocca!…”
“Il fumo fa male.”
Intanto si accese qualcosa: tabacco arrotolato, sostiene lui.
“E che c’entra Mr. Wiggles?” chiesi.
“Era un suo lontano parente. Dice che vuole vederci chiaro, la storia gli puzza.”
“In effetti, la polizia l’ha crivellato in mezzo alla strada…”
“E sembra che nessuno abbia ancora trovato il bottino.”
Restai di sasso. “Kerpov… Venga via… Ne approfitti, scappi…”
“Scherzi? Sul più bello!”
Evitai di approfondire il concetto, sicuro che comunque riservasse future sorprese.
“Prof, ieri, ho visto mio figlio, con l’ecografia… Potrebbe essere maschio. Sembrava un piccolo Alien, ma è già formato. Adesso ho realizzato che c’è per davvero…”
“Poveraccio, è già al punto di non ritorno. Se tutto gli va male, gli toccherà nascere.”
“C’è di peggio, forse.”
“Se ci pensi bene, no.”
“Da dove le viene tutto questo ottimismo?”
“Sul comodino, qui, c’è una Bibbia. Di tanto in tanto fa bene rileggerla. Ci ricorda quanto siamo stati stupidi a non suicidarci da giovani.”
“Prof, meno male che vi siete fermati a Hope, ‘speranza’!…”
“Fammi un favore, figliolo.”
“Dica.”
“Se è maschio chiamalo Sylvester” e aveva un tono strano per lui, accorato.
“Ma perché?…”
“Con la ‘ypsilon’, come il cromosoma, pensaci.”
Nel mettere giù, sussurrò: “Kyrie… Kyrie elaison…”

Forse, aveva la sua chiave di lettura del viaggio verso il rapinatore.
O forse era solo una serata mistica, in stile Kerpov.

































John Register, "The conversation"

Robert Sylvester



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mercoledì, 07 gennaio 2009
Un mese mostruoso, inizia così





































L'anziana Harriet Brewster viene trovata uccisa nel proprio appartamento. Non era facoltosa, non aveva nemici... chi avrebbe voluto vederla morta? Tutti gli indizi puntano verso Bigger, il ragazzo ex-tossicodipendente con trascorsi da rapinatore e malvivente che si prendeva cura della donna. In fuga, braccato dalla polizia, costretto a nascondersi, Bigger sembra confermare le tesi che lo dipingono come feroce omicida! Ma Julia non è convinta e inizia a indagare nel burrascoso passato del giovane...


©Sergio Bonelli Editore







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biblos

mercoledì, 31 dicembre 2008
Il sacrificio di Milou

"Se leggi i dati, c'è da mettersi le mani nei capelli!"
Mi chiedevo come fosse possibile parlare di certe cose con un tizio, volente o nolente, rinchiuso nel centro krishna “Bhagavad-gita” ad Austin, Texas.
"… Un crollo verticale del fatturato dei Dvd, decine di case di produzione chiudono i battenti…"
"Prof, non è poi così importante. Insomma, bombardano Gaza, cresce la tensione internazionale."
"È il momento di fare l'amore col proprio cervello, figliolo."
"Cosa ben diversa dalla pornografia!" per un attimo mi era parso di salire ai suoi livelli, ma lui sviò.
"Una volta la combinai grossa. Era il 1992 e suggerii al mio amico poeta Jan Ristat di uscire con un numero di 'Les Lettres françaises' intitolato 'Porno', pieno zeppo di immagini e articoli sconci. C’era perfino Tin-Tin che si accoppiava con Milou, il suo cagnetto. Ero curioso di vedere la reazione del Partito Comunista Francese…"
"Furibonda, immagino."
"Ovviamente. Quei burocrati sono così privi di immaginazione. E di vera dottrina."
"Dottrina? Sul porno? Intende quella cosa di cui si parlava anni fa, la 'pornosofia'?"
"No, quella è roba neo-hippies, che bisogna rispettarsi tutti ed essere liberi con l'anima e il corpo…"
"Allora, come la mette?"
“La metto in quel posto.”
“Cioè?”
"Come sempre, analizzo. E non fare doppi sensi."
Mi aveva letto nel pensiero.
"Questa stronzata di Internet sta cambiando il sistema di produzione, ecco la novità. E ‘quel posto’, è il nostro posto. Non sarà l’implosione di cui parlava Marx, ma su tutto il resto ci ha preso. Siamo alla crisi del plusvalore.”
“Prego?”
“Considera la forza lavoro impiegata per la produzione di merce hard. La fatica dei porno attori, operai alla catena di montaggio.”
Scoppiai a ridere. “Mi scusi… Diceva?”
“Bene. Fino ad oggi, questo sforzo era usato dal capitale, che comprava sia il valore d’uso che quello di scambio della merce.”
“Aspetti che ripasso… Dunque, dicesi valore d’uso…”
“Quello effettivo, la scopata” ormai era un treno in corsa. “Il valore di scambio, invece, sta nella scopata più tutto quello che si fa per venderla. Che ha creato l’industria del sesso, le grosse produzioni, annessi e connessi.”
“Internet e i vari siti gratuiti hanno distrutto questo sistema” più o meno seguivo. “Ma la domanda è rimasta invariata, anzi cresce.”
“E vai col porno homemade, il peer to peer, community, clips gratis, raduni, creazione di nuovi generi, sottogeneri, l’utilizzo di cellulari, webcam. Un tessuto connettivo, che cresce ogni giorno e che si sta facendo anche economico.”
“Nella musica sta succedendo lo stesso, le major sono costrette a…”
“Non divaghiamo, figliolo. Il barbuto diceva: ‘non è l'operaio che utilizza i mezzi di produzione, ma sono i mezzi di produzione che utilizzano l'operaio’. ’Sta roba è in piena mutazione, questo è il punto.”
“Mentre, oggi, l’operaio del sesso utilizzerebbe i mezzi di produzione senza subirli? A questo vuole arrivare?”
“Non proprio, siamo alla terza via. I nuovi mezzi di produzione creano un nuovo tipo di operaio. Autorganizzato, autodeterminato. Non del tutto attivo, non del tutto passivo. È la transeconomy.”
“Prego?”
“Il capitalismo transgender!”
“Dunque, lei vede i segni di… Insomma Luxuria che vince l’Isola sarebbe un segno di…”
“Non usare verbi dubitativi. Lo è.”
“Cioè, scambiandosi la merce direttamente…”
“Si corona il sogno di tutti i pornomarxisti: il valore di scambio che si trasforma in valore di scambismo!”
“Prof…”
“Dimmi.”
"A me sembrano tutte masturbazioni mentali."
"Cioè, si fa l'amore col proprio cervello. E torniamo all’inizio” ridacchiò
“Stai imparando, figliolo, buon anno!”

Poi suonò un gong. Mentre chiudeva, partì il mantra imposto da lui alla comunità: “ifix-ifix-tchen-tchen”.







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martedì, 23 dicembre 2008
Gli auguri dinamopsichici di Barnhouse (al telefono con Kerpov)
























Musica d’attesa orientaleggiante, e irritante. Ma l’ho trovato su di giri.
“Terremoto, figliolo?”
“Sì, prof, 5.2 della scala Ricther. Una stupidata, ma qui ormai siamo all’erta per tutto.”
“Fate bene. Alle 16 e 24 ora italiana, giusto?”
“L’ha letto su internet.”
“No, oggi non possiamo usare mezzi di comunicazione.”
“È un giorno particolare?” mi riferivo agli arancioni del centro “Bhagavad-gita” di Austin, Texas, dove Kerpov è stato recluso. O si è autorecluso, non l’ho ancora capito.
“Sì, particolare, il giorno del taglio energetico. S’interrompe del tutto e unilateralmente il flusso di corrente.”
“Come si fa?”
“Basta non pagare le bollette!”
Ci pensai un secondo.
“Ma se non avete mezzi di comunicazione, come ha saputo del terremoto?…”
“Lo so da una settimana. Me l’ha detto in sogno il professor Barnhouse. Vecchio teppista, ormai avrà più di novantanni!…”
“Chi?”
Udii un colpo secco. Poi Kerpov recuperò il ricevitore.
“Scusa, il cordless… Dalla riunione su Nikola Tesla mi tremano le mani” si riferiva alla nostra penultima telefonata “Su Barnhouse, invece, leggiti il racconto di Vonnegut, scritto nel 1950.”
“Ah, sì, ‘L’effetto Barnhouse’, quello di cui mi parlava… Il dinamopsichismo…”
“Il vecchio è l’arma più potente del mondo. E pensare che tutto parte in un accampamento militare, nel 1942, quando l’artigliere A. Barnhouse riesce e infilare sette dieci di fila, coi dadi…”
“Impossibile.”
“Infatti, fu l’inizio della più grande rivoluzione parascientifica di tutti i tempi. Resosi conto delle sue potenti radiazioni mentali, il vecchio Barnhouse ci impiegò dieci anni per imparare a usarle su vasta scala, addirittura planetaria…”
“Un’arma…”
“Vonnegut fa dire a Barnhouse: ‘Sono sicuro di poter sbaragliare qualunque cosa sulla Terra – da Joe Louis alla Grande Muraglia Cinese – senza muovermi da questa tavola’.”
“Cavolo, ed è esistito davvero?”
“Se senti un fruscìo nel telefono, è lui che ti risponde!”
Non sentii nessun fruscìo, ovviamente.
Il prof ormai era infervorato: “Gli americani volevano usarlo per spianare i sovietici, ma lui sparì dalla circolazione. Da allora li tiene tutti in scacco. Se provano a farla fuori dal vaso, interviene. È successo con gli elicotteri in Iran, con uno Shuttle che volevano usare per lo scudo spaziale, con una marea di aerei spia e di centrali del terrore. Barnhouse è intervenuto tante di quelle volte, che neanche immagini.”
“Cioè, se non fosse stato per lui il mondo andava anche peggio?”
Stavolta sentii un fruscio, ma non ci badai troppo.
“Si è messo al servizio della pace” dedussi.
“Per questo lo vogliono far fuori, da cinquant’anni. L’uomo più ricercato del mondo” ribatté Kerpov “altrochè Bin Laden!”
“Cavolo…”
“L’ultima volta che lo sentii a voce, fu dopo lo tsunami in Indonesia. Avevo paura che avesse fatto casino in un esperimento dinamopsichico. Per fortuna, non c'entrava niente. Ci augurammo buon anno!”
“Quindi, lei sa dov’è!”
“L'ho sentito a voce, cioè parlando a voce alta.”
Al solito, non capivo dove voleva arrivare.
“Insomma, sarebbe stato lui a provocare il terremoto nel nord Italia?”
“Te l’ho detto, di tanto in tanto si esercita.”
“Ma, così, a caso?!”
“No, non agisce mai a caso. Esercizio e avvertimento.”
“Allora, cosa voleva dimostrare?”
“Se lo spiegasse si farebbe scovare.”
“Quindi, sta a noi capire cosa significa…”
“Proprio a voi. 2008, 23 dicembre, ore 16.24, Nord Italia.”
Sospirò.
“Buon Natale, figliolo, devo fare le abluzioni. Tutti insieme, tutti nudi nel vascone. È interessante, sai. Si aprono gli spiriti.”
“Immagino. Buon Natale, prof. Ah, una cosa, ancora…”
“Dimmi.”
“Lo sa che non credo a una parola di quello che dice, vero?”
“Lo so, infatti sei un cretino. Pensaci.”
“A cosa?”
“Come faccio a usare il cordless, se ci hanno tagliato la luce?”
Sentii un fruscio più forte, poi una scarica, e cascò la linea.

Forse, insieme al terremoto, gli auguri di A. Barnhouse a tutti noi.



Lorenzo Calza, "Kurt Vonnegut"

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al telefono con kerpov

martedì, 09 dicembre 2008
La commedia è finita

Finalmente.
È fatta, è ufficiale, siamo in dirittura d'arrivo.
Se penso che questo blog era nato per interfacciarsi a quella annunciata prima uscita, poi
naufragata per motivi illogici.
Mi viene la lacrimuccia.
Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti, qualche ponte è finito sott'acqua, si sono alternati tre governi, decine e decine di post,
discussioni, idee, prospettive, decine di storie di Julia, una nascita con relativa gioia, un grave lutto con relativa angoscia. Poi altri due anni, gioie, dolori e, incrociando le dita, una seconda futura nascita.

Insomma, mettere al mondo un romanzo, per un ometto, è un travaglio più lungo (non certo più duro) di quello che spetta alla femminuccia.

Il prossimo anno, mi attende il parto di almeno tre creature. La più emozionante e attesa spetterà a mia moglie Marina, e sarà fatta di carne ed ossa. Di un'altra creatura, cartacea, vi parlerò in seguito. Ora lascio spazio al "mio" primogenito cartaceo, il più sofferto. Quello che non dimenticherò mai.

Ho scoperto che muoversi nel mondo editoriale riserva elementi di tragedia e di commedia insieme.

Ora, finalmente, "La commedia è finita".

Lo trovate in libreria da Gennaio (verso la fine, credo), con copertina ed illustrazioni interne del bravissimo Roberto Zaghi!

Ci tengo a tornare alle origini di questo blog, ascoltando il vostro parere sul libro. Ovviamente, tra qualche settimana vi anticiperò qui un capitolo intero…

A risentirci!

(intanto, godetevi il trailer)


 

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biblos, la commedia è finita

domenica, 30 novembre 2008
jacopONE, jacoTWO!!



































auguri, cucciolotto, che stamattina hai fatto partire il video da solo!




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pathos

martedì, 25 novembre 2008
Annunciazio' annunciazio'

"Non mi dire!"
"Infatti, non gliel'ho detto, prof."
"Quello che hai scritto su Facebook. Devo interpretarlo come… Come…"
"Per usare termini che le piacciono, si espande l'area semantica della mia famiglia!"
"Eviterò battute di natura "semantica", figliolo. Sono sempre molto emozionato quando nascono figli" e puntualizzò "agli altri."
"Io non so bene cosa pensare, professore. La gioia che ho dentro è profonda, immensa. Ma siamo spaventati, è un casino. La crisi economica, la casa, come ci organizzeremo…"
"Permetti al capitalismo di condizionare la tua felicità?"
"Volontariamente no. Ma è difficile fare i conti quando…"
"Quando non c'è il marchese!"

È dalle otto di stamattina che rido, satanasso d'un Kerpov.























(sembra passata una vita, erano solo poco più di due anni fa, amore panciuto mio)


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pathos, al telefono con kerpov

mercoledì, 19 novembre 2008
La panchina


























"Qualcosa non va, prof" e stavolta scrivo al passato "sento una vibrazione negativa nella forza… Sono stanco, non sono un robot, cazzo…"
"Non stai dormendo, giusto?"
"Esatto, ma non è quello che mi pesa."
"Spara."
"Mi sento violato. C'è come un'ombra, che si affaccia. Qualcuno che mentre tu scruti tutti gli altri scruta te, in silenzio, anonimo. E te lo fa sapere, ermeticamente."
"Il prezzo della mutualità, figliolo. Se fossi un divo di Hollywood si chiamerebbe stalking."
"E non essendolo?"
"Si chiama stalking lo stesso. Ma te la prendi per così poco?"
"Uscendo dall'asilo, stamattina, c'era una donna che piangeva, consolata da quella che poteva essere sua figlia e da un uomo coi baffi."
"E dov'era?"
"Su una panchina, nel cortile. Piangeva disperata. Forse le era morta una persona cara, il marito… Mi ha lasciato un senso di… Un senso di…"
"Stalking."
"Prego?"
"L'hai scrutata in silenzio, hai succhiato il suo dolore e adesso ne parli qui, senza il suo permesso, in modo mutualistico ed ermetico."
"Non può buttarla sempre in filosofia e giochi di parole, prof… Esiste anche la realtà, la sensibilità…"
"E allora viviteli, non scriverne. Oppure scrivine, senza viverli, così sei al riparo. Mutualizza meno."
"Adesso l'ermetico è lei…"
Dopo una pausa, Kerpov disse:
"Sì, l'ermetico della mutua!"

La grassa risata coprì il click della cornetta.




Chris Appelhan, "Trent 12"


 

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al telefono con kerpov

venerdì, 14 novembre 2008





























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la commedia è finita

lunedì, 10 novembre 2008
Pecunia non olet

"Ciao, prof!"
"Ehilà" risponde Kerpov dagli Stati Uniti, stranamente gioioso.
"E' immerso nelle analisi post-voto, immagino".
"No" fa lui "sono immerso nella cacca!"
"Prego?"
"Ho comprato un libro dal titolo bellissimo: THE BIG NECESSITY, di Rose George. Parla della 'grande necessità' di tutti noi."
"Cioè, roba filosofica, escatologica?"
"Scatologica"
"Che vuol dire?"
"Pare che le fognature dell'umanità non tengano più. Il sistema di smaltimento dei rifiuti organici sta collassando. Ed è una minaccia superiore ad Al Qaeda, al nucleare e all'effetto serra.
"Addirittura?"
Kerpov insiste: "Un grammo di feci può contenere dieci milioni di virus, un milione di batteri, mille uova di parassiti e cento larve di vermi. L’ingestione accidentale di questo cocktail provoca l’80 per cento di tutte le malattie del pianeta."
"Merd… Cioè, cavolo!" mi vien da dire.
"I contadini cinesi hanno trovato il modo di fregarci tutti. La mettono in un silos, e con la fermentazione ci producono energia elettrica. Ci fanno i soldi!"
"Sono più avanti, è inutile."
"Fanno la ricerca, loro."
"Eh, già."
Poi scoppia a ridere.
"Che c'è? Perché ride?"
"Mi sento in colpa, figliolo!" fa lui.
"Di cosa?"
"E' che… E' che…"
"Che?"
"Ho letto il libro in bagno, stamattina"




Harry Anderson, "Boys riding on a homemade fire engine"






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martedì, 04 novembre 2008
Si esce dal coma

"Allora, prof, com'è?"
Kerpov, stamane al telefono, mi sembrava di cattivo umore. Infatti, risponde mogio: "Ci sono le file ai seggi."
"Buon segno!" faccio io. "Ho letto di un paesino dove Obama ha già fatto l'en plein. Ce la facciamo! Ce la facciamo! Lei ha già votato?"
Lui stava zitto, e lo sentivo respirare.
"Prof, ha già votato?"
"Pensavo di non farlo."
"Come? E tutto quello che ci siamo detti, la svolta, il segno dei tempi, un'occasione irripetibile, l'emblema, il nuovo millenio…"
"Sono vecchio, figliolo. Io queste cose non le vedrò, non nel senso compiuto che vagheggiamo nei nostri discorsi."
"Quindi non vota per… Egoismo… Lei? Proprio lei?…"
"No, lo faccio per altruismo."
"L'antropologo, il semiologo, che abbandona gli uomini e non semina!"
"Raccoglierete voi, i frutti…"
"Io questa rinuncia non la capisco."
"Senti, figliolo. Ho votato Johnson, per poi fare le manifestazioni sul Vietnam. Da allora ho votato Carter, quando ha perso. Dukakis, quando ha perso. Nader, e non è servito a niente. Quando hanno eletto Clinton la prima volta ero molto malato, e non votai. La seconda volta, ero addirittura in coma. Poi ho scelto Al Gore, e sappiamo com'è andata. L'ultima volta John Kerry, ed è stato un disastro…"
"Allora si è convinto che un voto non serve a niente, che il singolo cittadino non incide più" l'ho incalzato. "La fine della speranza, la fine della democrazia. Un uomo che ha studiato tutta la vita sui temi dell'olismo, dell'universalismo, del cosmopolitismo, che si astiene!" e aggiunsi "Anatoli Kerpov ha deciso di non portare più valore aggiunto alla causa umana!"
Lui tirò un sospiro. "Non è quello figliolo…"
"E allora cosa?"
"Ho deciso di non portare più sfiga."

Scoppia a ridere, e mette giù.

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giovedì, 30 ottobre 2008
Onde
































Mai viste
così



Forza, cuccioli!





























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mercoledì, 29 ottobre 2008
In onda

11:18 Cariche di alleggerimento davanti al Senato

11:17 Gelmini annulla presenza a inaugurazione Lateranense Il ministro della pubblica Istruzione non parteciperà, come previsto, all'inaugurazione dell'anno accademico della Pontificia università leteranense, a Roma, per motivi di sicurezza: lo riferisce l'ufficio stampa dello stesso ateneo. Il ministro, a quanto risulta, è stato scortato dal Renato al ministero per evitare contestazioni.

11:16 Napolitano esce da Montecitorio.

Studenti: "Non ci lasciare soli" Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lascia palazzo Montecitorio dove ha presenziato al convegno "La Grande Guerra nella memoria italiana" e da dietro l'obelisco della piazza, dove una settantina di studenti fanno lezione all'aperto in polemica con il decreto sulla scuola, si leva un lungo applauso. "Non ci lasciare soli, Presidente" gridano alcuni. Dall'interno dell'auto, Napolitano guarda e risponde con un saluto.

11:15 Senato, dal Pantheon arriva altro corteo

"Non siamo stupidi, siamo informati. Rivogliamo la nostra scuola": gridando questo slogan un mini corteo di studenti delle superiori, capitanati dai liceali dell"Amaldì si sta recando dal Pantheon a corso Rinascimento per unirsi ai manifestanti che sono già lì da stamani. "Non facciamo parte di nessuna associazione studentesca - spiega uno degli studenti - siamo alunni di un liceo scientifico e questa riforma non ci piace proprio ".

11:14 Senato, striscione in strada dei senatori Idv

In strada, davanti al Senato, appena i parlamentari di Idv alzano uno striscione con sotto scritto "se passa la Gelmini, referendum!" gli studenti rispondono in coro "referendum, referendum!" e annunciano: "proseguiremo la lotta nelle scuole e nella università".

11:13 Roma, corteo verso il ministero dell'Istruzione

Un corteo di due-trecento studenti tra quelli di 'Roma Tre' e di alcuni licei come il 'Socrate' o il 'Torricelli' sta marciando su viale Ostiense verso il Ministero della Pubblica Istruzione e poi al Senato. 'Stiamo arrivando, ministra, stiamo arrivando', urlano gli studenti che ripetono 'non siamo ne' di destra nè di sinistra ma siamo tutti contro la ministrà. Un mega striscione, lenzuolo bianco e scritta in rosso, recita: "la scuola pubblica non si tocca: ministra vattene".

11:12 Senato, scesi con gli studenti tutti i parlamentari dell'opposizione

Tutti i 119 parlamentari del Pd e i 14 dell'Idv sono scesi in Piazza per parlare con gli studenti.

11:11 Finocchiaro parla con studenti.


Applausi e richiesta referendum Applausi e una richiesta corale che si giunga ad un referendum. Questo il faccia a faccia tra il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro e gli studenti che stanno manifestando davanti a Palazzo Madama. Subito dopo il voto un gruppo di senatori del Pd e Dell'Idv, guidati dalla stessa Finocchiaro sono scesi in strada per incontrare gli studenti. Tra loro anche il ministro ombra della Pubblica Istruzione, Maria Pia Garavaglia.

11:10 Tafferugli a Milano, cariche della polizia

La polizia ha caricato la testa del corteo degli studenti di liceali milanesi che, attraverso Brera, si sono mossi verso il centro di Milano. Adesso si trovano in Via San Paolo e stanno tentando di raggiungere Corso Vittorio Emanuele. La carica è avvenuta dopo che gli studenti, lungo il percorso, hanno lanciato petardi, uova e zucche in direzione delle forze dell'ordine. Tenteranno di raggiungere Piazza San Babila.

11:09 Rete studenti: "Il voto del Senato non ci fermerà"

"Il voto del senato non ci fermerà. Manifestazioni sono in corso in tutta Italia, gli studenti non fermeranno la protesta che continuerà ad essere pacifica, trasversale e non violenta". Lo afferma in un comunicato il portavoce della rete degli Studenti: "Domani attesi migliaia di studenti per il corteo studentesco unitario che seguirà quello dei sindacati e partirà da piazza Esedra alle 9,00. Il corteo di domani è una prima risposta all'arroganza di questo governo: saremo tantissimi per dire al governo che deve tornare indietro, la Gelmini passa in Parlamento ma non passerà nelle nostre scuole e nelle nostre università".

11:07 La protesta degli studenti in onda su Deejay

Arriva anche sulle frequenze di Radio Deejay la protesta degli studenti milanesi contro la Riforma Gelmini. Proprio mentre il Senato approvava il decreto, quattro universitari della Statale, della facoltà di chimica, filosofia e geografia, sono stati ospiti del fortunatissimo programma "Deejay chiama Italia" condotto da Linus e Nicola Savino. Gli studenti hanno presentato i motivi della protesta contro i tagli e annunciato dalla radio le prossime iniziative: la manifestazione di domani mattina che partira' dalla Statale alle otto sotto lo striscione "Università chiama Italia" e quella nazionale a Roma il 14 dicembre.

11:06 Gelmini: "Si cambia. Si torna alla scuola della serietà"

"La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro ha ricordato che "provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani". "Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al provvedimento", ha concluso.

11:02 Uds: "Proteste continueranno"

"Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano". E' quanto afferma l'Unione degli Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia, oltre al sit-in sotto Palazzo Madama.

10:54 Pd e Idv in piazza con studenti.

Finocchiaro parla con studenti Subito dopo il via libera del Senato al dl Gelmini i senatori del Pd e dell'Italia dei valori scendono in piazza con gli studenti, che da ieri manifestano sotto palazzo Madama. In testa al gruppo dei senatori c'è la capogruppo del Partito democratico Finocchiaro che, dopo aver letto in aula una lettera di alcuni studenti che aderiscono alla protesta, si intrattiene a parlare con alcuni di loro.

10:52 Studenti davanti al Senato: "Noi da qui non ce ne andiamo"

"Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa". Così gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che è diventata legge la riforma Gelmini. "Continueremo al nostra lotta nelle Università e nelle scuole", proseguono gli studenti che intanto a migliaia hanno invaso la zona attorno al Senato fino a Corso Vittorio e Piazza delle Cinque Lune.

10:50 Lotta studentesca: la protesta non si fermerà

"Ci state rubando il futuro, state distruggendo l'avvenire di milioni di giovani e credete di poterlo fare impunemente". Lo scrive in una nota il movimento giovanile Lotta studentesca vicino a Forza nuova. "Noi non ci stiamo, pretendiamo di avere voce in capitolo per quanto concerne l'istruzione e siamo disposti a tutto. Nessuno si illuda - si legge in una nota - che la protesta si fermerà". Intanto questa mattina i militanti di lotta studentesca hanno occupato l'istituto tecnico commerciale 'Riccati' di Treviso.

10:48 Milano, studenti Statgale a radio Deejay

Un gruppetto di 12 studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono presentati oggi alle 10 sotto la sede di Radio Deejay, sventolando uno striscione che recita 'Universita' chiama Italià per chiedere di poter esporre le ragioni della protesta contro i tagli all'università durante la trasmissione 'Deejay chiama Italia' condotta in diretta radio e tv da Linus e Nicola Savino. Dopo una breve trattativa sono saliti negli studi quattro ragazzi di cui uno prenderà la parola durante il programma.

10:47 Potenza, migliaia in corteo verso università

Alcune migliaia di studenti delle scuole superiori di Potenza stanno percorrendo in corteo alcune delle principali vie della città: la manifestazione di protesta contro la riforma della scuola si concluderà nella sede di rione Francioso dell'Università degli Studi della Basilicata. Il corteo sta provocando disagi al traffico cittadino. Gli studenti hanno mostrato striscioni e cartelloni contro il provvedimento.

10:46 Striscione Idv in aula Senato: passa dl, ora referendum

Subito dopo l'approvazione del decreto Gelmini sulla scuola, salutato con un lungo applauso dai banchi della maggioranza, i senatori dell'Italia dei valori espongono in aula uno striscione in segno di protesta. Sopra c'è scritto: "passa la Gelmini, referendum!". La protesta dell'idv dura qualche secondo, i senatori, prima che intervengano i commessi, mettono subito da parte lo striscione. Al momento della votazione, tra i banchi del governo strette di mano tra il ministro Gelmini, visibilmente soddisfatta, e i ministri in aula tra cui Bondi, Sacconi, Calderoli e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanardi.

10:44 Trento, occupata sociologia

La facoltà di Sociologia dell'Università di Trento è stata occupata dagli studenti a partire dalla nottata. La decisione è stata presa al termine di un'assemblea, a cui ieri sera hanno partecipato anche rappresentanti di altre facoltà. A dormire nella struttura sono stati una trentina di giovani di Sociologia, più qualche singolo studente di altre facoltà, quali Giurisprudenza, Lettere, Scienze cognitive, Matematica ed Economia. La didattica non è stata bloccata, ma vengono proposte lezioni alternative e lavori di gruppo.

10:44 Senato blindato

Prosegue incessante l'afflusso degli studenti nella zona di Palazzo Madama e il Senato è praticamente assediato. Migliaia di ragazzi si sono posizionati a corsia Agonale, a piazza delle Cinque Lune e su corso Rinascimento, circondando di fatto il Senato da tre lati. Imponente lo schieramento delle forze dell'ordine che bloccano con dei mezzi blindati l'accesso a piazza Madama.

10:42 D'Alia: "Da oggi le famiglie hanno un problema in più"

"La scuola, l'università e la formazione italiana non sono patrimonio di questa o quella parte politica. Sono l'anima della nazione, e sono di esclusiva proprietà delle famiglie italiane, che oggi avranno un problema in più: quello di far fronte, con le ridotte risorse economiche a disposizione, ai danni che sta facendo la maggioranza con questo decreto". Lo ha affermato nell'Aula di Palazzo Madama il capogruppo dell'Udc-Svp-Autonomie, Gianpiero D'Alia, nel corso della dichiarazioni di voto sul decreto Gelmini.

10:36 Senato, approvato il dl Gelmini

Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge.

10:36 Milano, corteo in San Babila

A Milano, secondo quanto riferito dai collettivi studenteschi, è previsto per le 11 circa un concentramento delle scuole superiori milanesi in piazza San Babila dopo un primo appuntamento in largo Cairoli. Da San Babila, il corteo non autorizzato degli studenti dovrebbe dirigersi fino a piazza Cadorna, anche se rimane ancora incerto il tragitto e la meta della manifestazione. Questa mattina alle 9 circa, gli studenti di Kandinsky e Agnesi si sono riversati in piazza XXIV Maggio bloccando il traffico per alcuni minuti e la stessa cosa hanno fatto a piazzale Lotto Boccioni, Conti e Vittorio Veneto. Al Manzoni invece, scuola occupata e gruppi di studio, dibattiti e lezioni autogestite con professori e studenti per discutere del decreto prima di unirsi al corteo. Più di 500 studenti del Carducci, infine, hanno partecipato, sempre intorno alle 9, a una lezione collettiva in piazza Bacone, anche loro prima di dirigersi al concentramento.

10:34 Senato, continua l'assedio degli studenti

Prosegue l'assedio degli studenti di fronte al palazzo Madama dove si sta votando il dl Gelmini. Più di un migliaio i ragazzi che riempiono lo stretto budello che separa l'ingresso del Senato da Piazza Navona e una parte di loro ha invaso con striscioni e manifesti multicolore la storica piazza romana. Molti sono entrati anche su corso Rinascimento. Si tratta, soprattutto, di studenti di licei romani ma non mancano giovani ricercatori universitari in camice bianco, genitori e docenti. Sfidando incuranti la pioggia, che a intermittenza anche oggi sta battendo su Roma, gli studenti cantano i loro slogan e stanno mettendo in atto una rumorosa protesta.

10:31 Finocchiaro legge in aula messaggio degli studenti dell'Orazio

"Onorevole Presidente del Senato onorevoli senatori, oggi nelle vostre mani non vi è un semplice decreto legge, ma il nostro futuro , che è il futuro del paese; è a voi che rivolgiamo l'ultimo, strenuo appello affinchè qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il nostro parere: il parere degli studenti". E' quanto scritto dagli studenti del Liceo Orazio in una lettera consegnata ad Anna Finocchiaro, letta dalla senatrice nell'Aula di Palazzo Madama

10:30 Catanzaro, giornalino per dire no alla Gelmini

Hanno sacrificato i risparmi per stampare un giornalino e ribadire il loro no al decreto Gelmini. Sono alcuni studenti del Liceo scientifico "Siciliani" di Catanzaro, istituto in autogestione da qualche settimana. In quattro pagine tra articoli e vignette, il gruppo di studenti redattori de "La Voce dello studente", ha raccontato l'esperienza dell'autogestione e motivato la scelta di dare vita all'iniziativa nell'istituto "non per interrompere le lezioni per non fare nulla" ma "per dire basta all'indifferenza e fronteggiare una situazione di passività".

10:29 Cossiga: "Pci applaudì quando feci picchiare studenti"

"Quando ho fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Lama il gruppo del Pci in piedi in aula mi ha tributato un unanime applauso. ma erano i tempi di Berlinguer, non di Walter Veltroni, di Natta e non di Franco Marini. Erano i tempi del glorioso Partito Comunista". Lo ha dichiarato, in aula al Senato, il senatore a vita Francesco Cossiga.

10:27 Senato, arrivati cortei.

Le forze dell'ordine serrano le fila Grosso corteo sta premendo su corso Rinascimento. Le forze dell'ordine stanno serrando le fila. "Noi la crisi non la paghiamo", questo lo slogan scandito dagli studenti in attesa del voto finale al Senato sulla riforma Gelmini.

10:25 Calabria, si allarga la protesta

Si allarga la protesta studentesca in Calabria contro i provvedimenti del ministro della poubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Da stamani sono in assemblea gli studenti dell'istituto magistrale e dei licei che hanno avviato la discussione sulle conseguenze del decreto di riforma ed hanno annunciato per domani in corteo per le vi del centro costiero cosentino. A Filadelfia, nel vibonese, da sabato scorso gli alunni stanno occupando il liceo scientifico. Oggi sono scesi in campo anche gli alunni dell'Istituto professionale che a loro volta hanno occupato la scuola.

10:25 Alemanno: "Spero in dialogo con studenti"

"A proposito delle manifestazioni degli studenti mi auguro che ci sia un dialogo anche con loro ma al contempo che il movimento studentesco non prenda posizioni conservatrici per difendere lo status quo". Lo ha sottolineato il sindaco di Roma Gianni Alemanno subito dopo l'inaugurazione del monumento "Assalto all'Olimpo" in viale Mazzini: "Spero in una linea di riforma condivisa".

10:24 Cagliari, gruppo di studio e di lavoro dell'Idv sulla Legge Gelmini

E' stato costituito nella sede regionale Idv un gruppo di studio e di lavoro sulla Legge Gelmini, per contribuire al dibattito sulle conseguenze psico-pedagogiche che tale iniziativa legislativa comporta. Lo ha reso noto la coordinatrice provinciale di Cagliari dell'Italia dei valori, Rina Salis. Del gruppo di lavoro fanno parte insegnanti di ogni ordine e grado, dalle elementari all'Università, partecipa anche la Presidente nazionale dei Comitati insegnanti precari (Cip). Il gruppo di lavoro si propone di elaborare proposte operative anche di rilevanza referendaria.

10:22 Bologna, maschere in corteo

I manifestanti di Bologna sono tutti a lutto e sfilano tenendo in mano fiaccole e ceri funebri. Ci sono inoltre dei trampolieri travestiti da "morte" che viene a uccidere la scuola pubblica e da "cieco" che non riesce più a trovarla. Gli studenti del polo artistico sfilano portando in spalla una bara, altri bambini sono travestiti da fantasmi, e tante altre persone tengono in mano dei lumini.

10:22 Manifestazione a Bologna

Sono oltre cinquemila tra alunni, insegnanti, genitori, studenti medi ed universitari gli "orfani" della scuola pubblica che stanno manifestando in corteo per le vie del centro storico di Bologna. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Maggiore e con centinaia di ceri hanno composto una scritta sul "Crescentone". "Fermatevi", è questo il grido che arriva dalla piazza diretto verso il governo.

10:19 Finocchiaro a Bricolo: "Macigno sul federalismo"

Replica della capogruppo Finocchiaro al leghista Bricolo: "Le cose dette sulla territorialità degli insegnanti, docenti padani in Padania, veneti in Veneto - e non sapete cosa vi perdete - saranno come un macigno sull'approvazione del federalismo".

10:17 Bricolo: "Sinistra immatura ma ricreazione è finita"

"La ricreazione è finita, oggi approveremo il decreto sulla scuola e presenteremo altre riforme. Cambieremo nonostante voi questo Paese", è l'avvertimento che il capogruppo della Lega al Senato Bricolo lancia all'opposizione durante le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini. "In Francia e nella Spagna rossa di Zapatero - spiega Bricolo - le classi ponte ci sono da vent'anni, servono a integrare gli alunni che non sanno la nostra lingua. Chiederemo la regionalizzazione degli insegnanti: avremo insegnanti veneti in Veneto e siciliani in Sicilia che conoscano le lingue locali. I crocifissi rimarranno nelle aule e ai bambini continueremo a insegnare i canti di Natale e a costruire i presepi".

10:13 Finocchiaro: "Approvate questo decreto ma non è finita qui"

''Ora pensate che approvate questo decreto e che sia finita qui. Non è così, non è così per noi e non credo che sarà così per il Paese''. E' con queste parole che il persidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro è intervenuta in Aula per le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini sulla scuola.

10:11 Milano, corteo di studenti in centro. Fo alla Statale

Alcune centinaia di ragazzi dei licei artistici milanesi si sono radunati fin da questa mattina in Largo Cairoli a Milano per poi partire con un corteo per le vie del centro. Gli studenti hanno portato due striscioni. Uno recita: "passa il decreto, blocca la città", e poi: "o bloccate voi o blocchiamo noi". Gli organizzatori fanno sapere che stanno aspettando l'arrivo dei manifestanti da altre scuole cittadine. Intanto, all'università statale gli studenti si stanno preparando alla lezione di Dario Fo attesa per le 10.30.

10:11 Liceo Virgilio: "Gelmini Santa subito"

Davanti al liceo Virgilio, in piazza del Collegio Romano, una piccola delegazione di studenti esponevano uno striscione decisamente controcorrente in cui era scritto "No all'occupazione, Gelmini Santa subito".

10:09 Studenti davanti al Senato

Gli studenti sono tornati nella corsia Agonale, la stradina, bloccata dalle transenne, che collega piazza Navona e corso Rinascimento e sbocca davanti al Senato. La polizia è in assetto anti-sommossa. Si tratta di circa 1.500 ragazze e ragazzi in larga parte delle scuole superiori. Con loro, in prima fila, gli insegnanti dei Cobas con uno striscione che reca la scritta "Gelmini Vattene" e "Il popolo della scuola pubblica" con il messaggio "Non distruggete la scuola".

10:06 Mobilitazione negli atenei

A Lecce assemblee studentesche nelle facoltà di Lettere e di economia; a Pavia lezioni in piazza (corso di geometria 1 per matematica e fisica e lezione divulgativa di fisica); a Padova fiaccolata di protesta contro la legge 133 organizzata e promossa dall'associazione studenti per sfilerà per le vie della città; a Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi improvviseranno nuove forme di protesta; ad Urbino assemblea d'ateneo alle 15; a Chieti-Pescara, infine, il movimento studentesco ha organizzato un'assemblea a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.

10:05 Le proteste nelle università

Ad Ancona l'assemblea no 133, in cui il Gulliver-Udu Ancona è promotore della protesta, continua la pacifica occupazione della facoltà di Ingegneria; a Brescia è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza San Faustino da parte del 'Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti'; a Cagliari nella facoltà di Lettere a piazza del Carmine alle ore 10 ci sarà il laboratorio di approfondimento 'il futuro dell'università italiana: istituzioni pubbliche o fondazioni private?'.

10:03 Roma, corteo in via Marmorata

Annullato il corteo previsto per oggi pomeriggio con partenza alle 14 da piazza della Repubblica, mentre in questo momento si sta muovendo un corteo non autorizzato di studenti partito da porta San Paolo e diretto a Trastevere che ora si trova in via Marmorata.

10:01 Gasparri: "Contestatori dissolti alle prime piogge"


"Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni. Per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi". Lo dice il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.

10:00 Roma, arrivano i cortei


Chiuso corso rinascimento Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi partiti da diversi punti della città per partecipare al sit-in di protesta che da ieri si svolge davanti a Palazzo Madama. Numerosa l'affluenza mentre i ragazzi che da questa mattina stazionano davanti al Senato cominciano a lanciare slogan contro il ministro e a ribadire la loro voglia di una scuola e di un'università pubblica. Intanto le forze dell'ordine come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento. Piazza Navona si sta riempiendo mentre inizia a piovere.

09:50 Pizza precisa: "Mai detto che Gelmini è ruvida"

In relazione alla intervista pubblicata a pagina 3 dell'edizione odierna del quotidiano ''La Repubblica'' il sottosegretario Pizza precisa di ''non aver mai, e sottolineo mai, dichiarato che il Ministro Gelmini è ruvida. Ho solo detto che il testo del Decreto Legge può sembrare stilisticamente un po' ruvido''. ''Anche altre frasi che mi si attribuiscono sono tolte dal loro contesto'', sottolinea il sottosegretario.

09:48 Senato, Idv contro dl: "Noi in piazza con studenti"

Sul dl Gelmini "il confronto è stato deludente" perché "il premier continua a sfuggire il confronto parlamentare e tenta di ridurre i due rami del parlamento ad esecutori acefali dei diktat dell'esecutivo". Il capogruppo dell'Italia dei valori al Senato Felice Belisario attacca in aula il decreto prima del voto finale. Seduta ai banchi del governo c'è il ministro Gelmini. "La protesta - dice Belisario - non è controllata da nessuna forza politica e studenti e docenti hanno il diritto di esprimersi. L'Italia dei valori continuerà, anche dopo l'approvazione di questo deprecabile decreto, a stare in piazza dalla parte degli studenti e delle famiglie".

09:46 Cortei a Roma

In molte zone di Roma, si stanno creando piccoli cortei di studenti che puntano verso il centro storico. Il più corposo, fino adesso, è quello degli studenti, circa 800, del liceo scientifico "Farnesina" e dell'istituto tecnico industriale "Bernini" che si sono concentrati in piazzale Flaminio

09:41 Milano, manifestazione degli studenti

Mentre i lavori del Senato procedono a tappe forzate per approvare entro oggi il decreto Gelmini, gli studenti milanesi scendono in piazza per ribadire il loro no alla riforma del maestro unico e ai tagli all'università previsti in finanziaria. Diverse le scuole superiori milanesi che hanno deciso di manifestare organizzando un corteo che partira' da Piazzale Cairoli. Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti dei principali atenei della città. Altre mobilitazioni sono previste per domani.

09:37 Palermo, telo nero copre la facciata della facoltà di Architettura

Un telo nero realizzato con sacchetti di plastica copre la facciata in vetro dell'edificio della facoltà di Architettura, a Palermo, nella cittadella universitaria in viale delle Scienze. Gli studenti lo hanno sistemato stamani come atto simbolico. Sull'edificio campeggia anche uno striscione con la scritta: 'Non ci cancellerete'. Nelle facoltà di Lettere e Ingegneria sono stati allestiti maxi schermi sui quali attraverso il web gli studenti potranno assistere alla seduta del Senato con all'ordine del giorno il decreto Gelmini. Alle 15 è in programma l'Assemblea di Ateneo. Nel dipartimento di Scienze politiche, la cui sede è occupata, invece, alle 11 è in programma il Consiglio straordinario della facoltà.

09:35 Fioroni: "Danno grave e irreparabile"

Con l'approvazione del decreto legge 137 ''ci apprestiamo a fare un danno grave e irreparabile alla scuola italiana''. Lo dice Giuseppe Fioroni, ex ministro dell'istruzione del governo Prodi, ospite di Radio anch'io su Radio1. ''E' la prima volta nella storia della Repubblica - sottolinea l'esponente del Pd - che si fa una riforma a colpi di decreto utilizzando la calcolatrice di Tremonti e la mannaia della Gelmini''. Una riforma che ''va a colpire fra l'altro un segmento della scuola che funziona bene come le elementari'', conclude Fioroni.

09:34 Senato, ministro Gelmini in aula per seguire il suo dl

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è nell'aula del Senato e sta seguendo le dichiarazioni di voto sul decreto di riforma della scuola. I banchi della maggioranza e dell'opposizione presentano ancora larghi vuoti.

09:26 Rettore Genova: "No dimissioni ma riforme"

Contrario alla proposta delle dimissioni di massa, il rettore in pectore dell' Università di Genova, Giacomo Deferrari, che si insedierà sabato succedendo a Gaetano Bignardi. Deferrari si augura invece un provvedimento che premi gli atenei che in pochi mesi metteranno a posto i conti. "L'idea delle dimissioni di massa dei rettori è una manovra che non condivido - ha detto -: si dimetterebbero al cinquanta per cento contro il governo e al 50 contro se stessi". Deferrari si augura piuttosto che il governo torni sui suoi passi almeno nei prossimi mesi.

09:16 Senato riprende esame, round finale su dl Gelmini

L'aula di palazzo Madama ha ripreso l'esame del disegno di legge di conversione del decreto Gelmini sulla scuola. Esaurito ieri l'esame degli emendamenti e degli articoli del provvedimento la seduta di oggi prevede le dichiarazioni di voto e poi il voto finale sul decreto. Otto gli iscritti a parlare per i diversi gruppi parlamentari. Il tutto si dovrebbe esaurire nell'arco di un'ora, poi la decisione finale. Il clima fuori del Senato è tranquillo con un centinaio di studenti che si trovano dietro le transenne poste davanti all'ingresso principale di palazzo Madama. Due gli striscioni esposti con le scritte "Gelmini vattene" e "No alla distruzione della scuola".

09:15 Cagliari, assemblee

L'assemblea studentesca che si è svolta ieri nell'auta A del Polo giuridico economico dell'Università di Cagliari, con la partecipazione di docenti, ricercatori e studenti che ha raccolto circa 700 persone, ha deciso all'unanimità di occupare simbolicamente l'atrio della facoltà di economia e di giurisprudenza senza bloccare, però, l'attività didattica. Il gruppo degli studenti occupanti ha come intento quello di organizzare manifestazioni di protesta che sensibilizzino la società civile, gli studenti e gli organi di governo.

09:14 Palermo, protesta studenti alberghiero.

Traffico in tilt Traffico in tilt tra la stazione centrale di Palermo e via Archirafi. Un gruppo di studenti dell'Istituto alberghiero di corso dei Mille, che protestano contro la riforma Gelmini, utilizzando alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti sta bloccando la circolazione di auto e mezzi pubblici. In tutta la zona è il caos. Già nei giorni scorsi gli studenti avevano organizzato una analoga forma di protesta, rientrata solo dopo l'intervento della polizia municipale.

09:00 Unical, facoltà occupate

Dopo l'assemblea di ieri alla quale hanno preso parte non meno di tremila studenti all'Università della Calabria sono nate forme di occupazione spontanee e temporanee dell'Ateneo. Al momento questa è la situazione scaturita dalle assemblee: facoltà di Ingegneria, presidenza occupata, assemblea permanente in aula A (Cubo 40/c) ogni giorno a partire dalle 9; facoltà di Economia, presidenza di facoltà e aula Consolidata 1 occupate. Oggi alle 11 ci sarà una riunione nella Consolidata 1; facoltà di Scienze Politiche, aula Capannone G4 occupata; facoltà di Lettere e Filosofia, aula Filologia 8 (già cogestita) occupata. All'interno di questi spazi, temporaneamente occupati, si terranno le lezioni, i seminari e i laboratori di "didattica alternativa".

08:57 Campania, i cortei previsti

Tre i cortei previsti oggi in Campania: a Napoli, da piazza Dante, partiranno gli studenti dei licei del 'Convitto nazionale' per recarsi a piazza Plebiscito, ma anche gli universitari di biochimica e medicina della seconda università che si uniranno all'assemblea alla 'Federico II'; da via Rimini sfileranno gli studenti dell'istituto superiore 'Villari' verso piazza Garibaldi; a Portici, nel napoletano, corteo degli studenti del liceo classico 'Carlo Levi'. Cortei anche di disoccupati e girotondo dei pensionati aderenti dallo Spi-Cgil nella zona del borgo Sant'Antonio Abate creeranno non pochi problemi al traffico cittadino.

08:55 Campania, assemblee

Prosegue la mobilitazione in Campania di scuole e atenei contro la riforma Gelmini. A Salerno assemblea dell'università che ha sede a Fisciano nell'aula magna di Ingegneria, con la sospensione della didattica e la partecipazione anche del rettore e del corpo docente. A Napoli, due le assemblee previste, una a partire dalle 9:30 sullo scalone della Minerva della sede centrale dell'ateneo 'Federico II', e una seconda, generale e regionale, nella sede di Palazzo Giusso dell'università 'Orientale', occupata dalla settimana scorsa.

08:45 Senato, ieri giornata di polemica

Al Senato, ieri c'è stata polemica per l'intera giornata sia sul contingentamento dei tempi della discussione sul dl scuola deciso dal presidente del Senato Renato Schifani, sia sulla posizione della maggioranza di ignorare i contenuti della contestazione di studenti e insegnanti. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd, ha in particolare polemizzato più volte con il presidente Schifani mentre i senatori dell'Idv sono riusciti a sventolare alcuni cartelli contro la riforma decisa dal governo. Tutti gli emendamenti dell'opposizione sono stati respinti.

08:42 Roma, stanotte studenti al Senato nonostante la pioggia

Nonostante la pioggia un gruppo di studenti stanotte ha deciso di tornare al Senato per passare lì la notte in attesa del decreto sulla scuola, che dovrebbe avvenire alle 10 circa di stamani. Poco dopo l'inizio del violento acquazzone che ha colpito la capitale gli studenti avevano deciso, dopo aver assediato per tutto il pomeriggio il Senato, di abbandonare la piazza per tornare nelle università dove proseguono le occupazioni, o a casa. Quando però l'acquazzone ha smesso per lasciare spazio ad una leggera pioggia, alcuni studenti sono tornati al Senato.

07:31 Decreto Gelmini, il voto tra le proteste

Oggi l'assemblea di Palazzo Madama darà il via libera al contestatissimo decreto Gelmini sulla scuola. Il mondo dell'istruzione, dagli studenti ai professori, ancora mobilitato. Cortei in tutto il Paese, in migliaia davanti al Senato per protestare. Veltroni ha rinnovato l'invito a ritirare il provvedimento, ma Berlusconi ha replicato: "C'è stata una vasta disinformazione e delle falsità enormi su modifiche che sono di buon senso"

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martedì, 28 ottobre 2008

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lunedì, 20 ottobre 2008
Un uomo d'azione


“Dobbiamo sempre cercare l’ideale nel reale, il domani nell’oggi.
Il futuro deve essere cercato e costruito nel presente.”

"Si é antifascisti quando si rispetta l'Altro, quando se ne riconosce la legittimità nell'atto stesso di contrastarlo e di combatterlo, quando non si pretende di distruggerlo e nemmeno di assimilarlo, cioè di ridurre il suo pensiero, la sua identità al nostro pensiero, alla nostra identità. L'Antifascismo é l'ansia di intervenire contro l'ingiustizia, piccola o grande che sia, di intervenire contro ogni minaccia di libertà; é pluralismo politico e sociale, cioè legittimazione delle differenze; é la democrazia come partecipazione e non solo come garanzia; é il rifiuto di ogni delega globale"

"La politica non è solo comando, è anche resistenza al comando,
non è, come in genere si pensa, solo governo della gente,
politica è aiutare la gente a governarsi da sé."


«Nonostante le sue nequizie ho sempre amato il mondo, ed esso mi ha ricambiato»

Vittorio Foa (1910-2008)

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giovedì, 16 ottobre 2008
D'io



Sentendo Saviano, e il silenzio dopo, vien da pensare che bisognerebbe tornare a essere utili, importanti, sintetici, decisi.

Ci riguarda tutti.

Non è un dio da canzoni indignate, è materia strutturata, analitica. L'unico italiano pubblico che stimo fino in fondo. Ma proprio in fondo, nel profondo. L'unico scrittore, l'unico intellettuale, l'unico giornalista, l'unico politico.

Per un certo periodo capitò a Pasolini.

Ti chiama in causa, il d'io.



























foto di speranzacasillo




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martedì, 30 settembre 2008
Genetliaco!




Ciao, Julietta.

Qui si parla pochissimo di te. Ho sempre avuto pudore, sei donna riservata,caratterialmente così diversa da me. Ti esponi solo lo stretto necessario.
Questo, è uno di quei momenti per cui vale la pena, direi.

Domani, sono dieci anni che ci conosciamo. Ti sei affacciata alla ribalta del nostro paese esattamente il primo ottobre del 1998. Ci ha presentato Giancarlo Berardi, l'artefice del tuo avvento.

Da allora è cambiato il mondo, e le nostre vite.

La mia, sicuramente. Tutti i santi giorni, ore e ore insieme a questa misteriosa femmina, a trasformarmi in lei. I suoi mal di testa, la Morgan 4x4 del 1967, quella grande casa, le avventure, la città immaginaria e così reale. I criminali, l'università. Leo, Webb, Irving. Quel che resta della sua famiglia. Vestire abiti femminili. Insomma, calarsi nella testa di una donna del nostro tempo. Con i suoi problemi, i suoi spazi, le sue gioie, i suoi travagli.
Un'esperienza che non auguro al mio peggiore nem… No, cosa, dico.
È un privilegio per pochi, un transfert salutare, che auguro al mio miglior amico.

Che forse se proprio tu.

A proposito, in questo numero di ottobre che ho avuto il privilegio di scrivere, appaiono altri vecchi amici, della mia città natale. Qualche piacentino si riconoscerà e conserverà il nostro piccolo segreto. Gli esclusi non si sentano esclusi, ci sarà occasione. Ho voluto giocare con i miei ricordi, come fai spesso tu.

Non te l'ho mai detto: grazie, piccola.
A
lla faccia del maschilismo, è bellissimo farsi mantenere da una donna!


E auguri!



illustrazione iniziale, Roberto Zaghi

copertina del numero 121, Marco Soldi




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